Il visto americano viene raccontato come un esame che si supera o si fallisce. Non è così. Nella maggior parte delle categorie di lavoro non sei tu a presentare la domanda: la presenta un petitioner, cioè un soggetto statunitense che si assume la responsabilità formale della richiesta. Se quel soggetto non esiste, la pratica non parte — indipendentemente dal tuo curriculum.
Da qui l'esperienza che quasi tutti fanno: «mi hanno detto che sono bravo, ma che non fanno sponsorship». Non è una scusa di cortesia. È il sistema che funziona così.
Restano però diverse categorie in cui il soggetto che presenta la domanda sei tu, o è una società che controlli tu, o è un intermediario che si trova con relativa facilità. Sono meno note perché nessun ufficio del personale ha interesse a spiegartele. Sono l'oggetto di questo sito.
Da dove parti davvero
Non si sceglie un visto: si parte da quello che si ha in mano. Trova qui sotto la riga che ti somiglia.
Il visto d'affari B-1 è il punto di partenza naturale, e vale molto più dell'ESTA: soggiorni più lunghi, prorogabili, e — a differenza del programma Visa Waiver — è uno status dal quale si può chiedere il passaggio a un'altra categoria restando negli Stati Uniti.
L'Italia ha un trattato con gli Stati Uniti che apre le categorie E: l'E-2 per chi investe in un'impresa americana che dirigerà, l'E-1 per chi ha già un volume consistente di scambi commerciali fra i due Paesi. Se il capitale è molto più alto e l'obiettivo è direttamente la green card, esiste l'EB-5.
È la posizione più sottovalutata di tutte. Una società italiana attiva può aprire una sede negli Stati Uniti e trasferirvi il proprio dirigente: il L-1A nuova sede. Il datore di lavoro americano, formalmente necessario, lo crei tu. Dopo un anno di attività reale quel percorso si apre sulla green card EB-1C, senza certificazione del lavoro.
Sono le due categorie in cui la domanda la presenti tu e basta: la green card EB-1A per chi ha una fama nazionale o internazionale documentabile, e l'EB-2 NIW, dove non serve essere straordinari ma dimostrare che il tuo progetto ha un'importanza tale da giustificare la rinuncia all'offerta di lavoro. Sul fronte temporaneo, l'O-1 non si autopresenta ma può essere depositato da un agent, il che nella pratica cambia tutto.
Dal 2025 una regola federale riconosce espressamente che la tua stessa società possa presentare una petizione H-1B per te, anche se ne detieni il controllo — con limiti precisi di durata. Resta il collo di bottiglia della lotteria, che rende la via incerta nei tempi. Esiste anche una parole dedicata agli imprenditori, fragile ma formalmente in vigore.
Allora la risposta onesta è che nessuno dei percorsi di questo sito è, oggi, alla tua portata — e chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa. Restano le vie che dipendono da altri fattori: famiglia, studio, lotteria dei visti. Non sono l'oggetto di questo sito, ma è giusto sapere che esistono e che non c'è nulla di disonorevole nel percorrerle.
I dieci percorsi
Ognuno ha una pagina che dice cosa serve davvero, quanto dura, dove si rompe e a chi non conviene. Se vuoi vederli tutti insieme, c'è la tabella di confronto.
Temporaneo · rampa
B-1 — il visto d'affari
Fino a sei mesi di soggiorno, prorogabile, e uno status dal quale si può cambiare categoria dall'interno. Il punto di ingresso che l'ESTA non è.
Temporaneo · investimento
E-2 — investitore da trattato
Nessun importo minimo di legge, rinnovabile senza limite massimo, coniuge autorizzato a lavorare. La via più usata dagli italiani che si comprano un'attività.
Temporaneo · commercio
E-1 — commerciante da trattato
Per chi ha già un flusso di scambi sostanziale e continuativo fra Italia e Stati Uniti. Meno noto dell'E-2 e, per certi profili, molto più facile da dimostrare.
Temporaneo · talento
O-1 tramite agent
Non esiste l'autopetizione, ma esiste l'agent: un soggetto statunitense che deposita per te. È molto più facile da trovare di un datore di lavoro.
Temporaneo · startup
H-1B per fondatori
Dal 17 gennaio 2025 la tua società può presentare la petizione anche se la controlli. Il vincolo non è più giuridico: è la lotteria.
Temporaneo · impresa italiana
L-1A nuova sede
La tua azienda italiana apre una filiale americana e ti trasferisce. Il datore di lavoro statunitense esiste perché lo hai creato tu.
Green card · autopetizione
EB-2 NIW
La deroga per interesse nazionale: niente offerta di lavoro, niente certificazione del lavoro. Si presenta da soli. È la porta più larga fra quelle vere.
Green card · autopetizione
EB-1A
Capacità straordinaria. Prima categoria di preferenza, tempi migliori, nessun datore di lavoro. Lo standard probatorio è alto e va preso sul serio.
Green card · impresa
EB-1C — dirigenti
L'approdo naturale del L-1A: green card per il dirigente trasferito, senza certificazione del lavoro e in prima preferenza.
Green card · capitale
EB-5 — investitore
800.000 o 1.050.000 dollari e dieci posti di lavoro. Nessun datore, nessuna qualifica personale richiesta: solo capitale lecito e pazienza.
Non è un visto
Parole per imprenditori
L'International Entrepreneur Rule: permesso discrezionale di ingresso, non uno status. In vigore sulla carta, fragile nella pratica.
Prima di tutto
Cosa significa «sponsor»
Petitioner, datore di lavoro, garante e sponsor sono quattro cose diverse che in italiano diciamo con una parola sola. Da qui nascono metà degli equivoci.
Ogni pagina porta la data in cui è stata verificata e rimanda alle fonti primarie: il Foreign Affairs Manual del Dipartimento di Stato, il Policy Manual di USCIS, il Codice federale. Dove una regola è incerta o contestata, la pagina lo dice invece di scegliere la versione più comoda.
Quello che non troverai: un modulo di contatto, una newsletter, un pulsante per parlare con qualcuno. Questo sito non vende nulla e non raccoglie nulla.